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    February 22

    Cyrano

    In settimana sono andato a teatro (cosa che peraltro amo fare abbastanza spesso) e ho avuto il piacere di rivedere per la terza volta in sei anni il Cyrano di Bergerac nella versione, ormai tradizionale per noi milanesi (o quasi), di Corrado D'Elia, regista e primattore della compagnia del Teatro Libero. L'allestimento è veramente straordinario per inventiva, vivacità e modernità: invito chi ne ha la possibilità a gustarsi questo gioiello e a premiare con la propria presenza lo sforzo di questi bravi attori.

     
    Corrado D'Elia interpreta Cyrano - dal sito http://www.teatripossibili.it

    Pochi personaggi hanno la forza letteraria del Cyrano di Edmond Rostand. E sì che a parlare di amore non corrisposto e di poesia si rischia sempre di essere banali; il tranello dello stucchevole o dello scontato è sempre in agguato; la facile presa sul pubblico di bocca buona è una tentazione per tutti. Il romanticismo facile garantisce da sempre agli autori se non l'immortalità quanto meno la pagnotta. Del resto l'amore è il grande sentimento di cui si può sempre parlare trovando in continuazione nuovi spunti, punti di vista diversi, varianti inedite. Dai lirici greci sino a Freud abbiamo tutti chiari i capisaldi della vita, i grandi tabù: eros e thanatos, minacce e speranze che si inseguono, si rincorrono; entrambi termini necessari e ineluttabili delle nostre piccole esistenze, fratelli inquietanti che procedono di pari passo. Così non ci si stanca mai di parlarne, e non stancandosi mai si rischia di piombare nelle più sconcertanti banalità.

    E n
    ella pièce di Rostand gli elementi per cadere nel baratro ci potrebbero essere tutti, così come la rappresentazione potrebbe limitarsi a pescare nel pur ricco repertorio dei romanzi di cappa e spada: duelli, tradimenti, guerre ed agguati. Insomma, se il problema fosse stato esclusivamente quello di sbarcare il lunario, il drammaturgo francese se la sarebbe potuta anche sfangare col mestiere e con un poco di ruffianeria.
    Invece Rostand si limita a tenere tutto questo sullo sfondo e tratteggia un personaggio di grande potenza. Cyrano
    è uno dei grandi perdenti della letteratura di ogni tempo, uno che si colloca nella augusta galleria tra Don Chisciotte e Marcovaldo, tra Ettore e Faust, tra Winston Smith e Paperino: uno sconfitto dalla vita e dal destino che però non abdica mai alla propria dignità, non cede mai alla mediocrità. Nato sul finire dell'epoca romantica, Cyrano è un personaggio di grande contemporaneità, un antieroe che ha ancora molto da dire a una società e a un'epoca in cui, dalla politica al calcio, è importante vincere con qualsiasi mezzo.

    Inutile riassumere in poche righe il contenuto dell'opera, peraltro notissima. Mi piace qui ricordarne un passaggio, di fronte al quale non riesco mai ad evitare che un brivido mi afferri lo stomaco. Si tratta di un momento della scena finale, quando Cyrano, al cospetto dell'amata Rossana, ormai morente ripensa alla sua vita. Rispondendo alle critiche dei pochi amici rimasti fedeli che gli chiedono perché si è sempre battuto e perché si batte ancora, egli afferma: "Che dite? ...È inutile? ...Lo so! Ma non ci si batte con la speranza di vincere! No! È tanto più bello giacché è inutile!"

    E poi, nell'ultima visione prima della morte, intravvede i suoi nemici di sempre e, benché ormai cieco e senza forze, solleva ancora la spada nell'unico gesto che gli è consueto, e duella - alla fine apertamente - contro quelle allegorie, con le cui effigi in forma di uomini si era scontrato per tutta la vita:

    – Qu’est-ce que c’est que tous ceux-là ! – Vous êtes mille?
    Ah! je vous reconnais, tous mes vieux ennemis!
    Le Mensonge?
    [Il frappe de son épée le vide.]
    Tiens, tiens ! -Ha-ha! Les Compromis,
    Les Préjugés, les Lâchetés ! ...
    [Il frappe]
    Que je pactise ?
    Jamais, jamais ! - Ah! te voilà, toi, la Sottise !
    – Je sais bien qu’à la fin vous me mettrez à bas;
    N’importe: je me bats! je me bats! je me bats!

    Trad:
    Che sono tutti quelli? Siete mille?
    Ah! Vi riconosco, vecchi nemici miei!
    La menzogna?
    [Colpisce il vuoto con la spada]
    Prendi, prendi!
    Ah-ha! I Compromessi,
    i Pregiudizi, le Viltà!
    [Colpisce]
    Che io venga a patti?
    Mai, mai!
    Ed ecco anche te, Stoltezza!
    So bene che alfine mi sconfiggerete;
    Ma non importa: io mi batto! io mi batto! io mi batto!

    February 14

    Parodie cinematografiche

    Cercando informazioni sul cineasta d'antàn George Méliès, mi sono imbattuto in questa spettacolare parodia di Star Trek realizzata con lo stile di Méliès stesso, cioè quello del cinema visionario d'inizio Novecento. Anche se questo nome al primo impatto non vi dice niente, avrete senz'altro visto la notissima scena in cui un razzo a forma di proiettile di cannone viene sparato nello spazio e atterra in un occhio della luna.

    La parodia è fatta straordinariamente bene ed è disseminata tanto di citazioni dal cinema di Méliès e dei coevi, sia da Star Trek. L'episodio è infatti corredato di cattivi che legano la fanciulla all'albero, di bomba tonda con la miccia che sta per esplodere e di... "Sergente John". In ogni puntata del telefilm di Star Trek, infatti, c'è lo sfigato di turno - il "Sergente John" (un nome banale a caso) - che è selezionato per scendere sul pianeta con Kirk, Spock e Mc Coy. Siccome i tre protagonisti, naturalmente, non possono morire sarà immancabilmente costui ad essere fatto secco per far capire che il pianeta è pericoloso.

    Nel caso non si capisse qual è il destino a lui riservato, in questo filmato il poveraccio ha persino un'uniforme dedicata... Sorriso

         


    Ci sono in giro dei matti che si divertono a girare nuovamente le sequenze più note dei film facendole interpretare agli omini della Lego con la tecnica animativa cosiddetta della 'stop motion'. Dico che sono matti perché è una tecnica di ripresa cinematografica teoricamente facile da eseguire: l'unica attrezzatura necessaria è una cinepresa in grado di riprendere un fotogramma alla volta. Si tratta di sistemare il pupazzetto in una certa posizione e riprenderlo. Poi si fa avanzare la pellicola di un passo (cioè di uno 'stop') e si sposta leggermente il pupazzetto, in maniera tale che, proiettando il film alla velocità normale, la sequenza darà l'illusione del movimento.

    Il fatto è che la realizzazione pratica di questa faccenda richiede un sacco di tempo. Per capirci: per fare un secondo di pellicola servono 24 fotogrammi. Significa che si devono ottenere ventiquattro pose che differiscano da loro per dettagli infinitesimali, il cui risultato finale, però, vada a tempo con le voci o le musiche originali.

    Questo è il video della canzone "Camelot" dei Monty Python: il filmato, che è inserito anche nei contenuti extra del dvd "MP e il sacro Graal" edizione speciale a due dischi, ripete mossa per mossa, inquadratura per inquadratura, la sequenza del balletto contenuta nel film. Geniale!

         

    February 06

    Petizione - A difesa della seconda lingua comunitaria

    Mi faccio portavoce di una petizione posta a difesa dell'insegnamento delle seconde lingue. Ritengo fondamentale per la ricchezza culturale di una persona - e, di conseguenza, di un Paese - lo studio delle lingue e delle culture altrui non si appiattisca su ciò che, un po' meschinamente, si ritiene essere l'interesse lavorativo e commerciale.
    Vi invito a leggere il testo proposto e, se d'accordo, a firmarla, cliccando sul link in fondo alla pagina.


    Al Presidente della Repubblica

    On. Giorgio Napolitano
    Al Presidente Del Consiglio dei Ministri
    On. Silvio Berlusconi
    Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
    On. Maria Stella Gelmini


    A difesa della seconda lingua comunitaria

    Attualmente nella scuola secondaria di primo grado allo studio delle lingue straniere, per effetto della legge Moratti, sono assegnate cinque ore curricolari, tre delle quali obbligatoriamente attribuite alla lingua inglese, le altre due destinate allo studio di una seconda lingua comunitaria a scelta delle famiglie degli studenti, compatibilmente con quanto previsto dal POF (Piano dell’Offerta Formativa) delle singole istituzioni scolastiche.
    In data 18 dicembre 2008 il Consiglio dei Ministri ha approvato la Bozza di Regolamento della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, che decreta di fatto l’inizio dell’egemonia, nella scuola italiana, della lingua inglese a discapito della seconda lingua comunitaria. Le due ore tutt’oggi assegnate alla seconda lingua dovranno, secondo il citato Regolamento, essere facoltativamente destinate allo studio dell’inglese oppure di una seconda lingua comunitaria, a scelta delle famiglie e soprattutto in relazione all’organico di diritto dei docenti di lingua straniera presente nelle singole istituzioni scolastiche. Tenuto conto che gli insegnanti di seconda lingua, purtroppo, figurano per la quasi totalità nell’organico di fatto delle scuole e non fanno parte quindi dell’organico di diritto, è evidente che la totale scomparsa della seconda lingua, nella scuola secondaria di primo grado, sarà la rapida e inevitabile conseguenza.
    I firmatari della presente:
    considerato che la soppressione della seconda lingua non comporta, in termini economici, nessun risparmio-beneficio poiché le ore complessive destinate alla/e lingua/e straniera/e restano invariate;
    considerato che un siffatto provvedimento condannerebbe non solo le “seconde lingue” ma soprattutto le “culture” che quelle stesse lingue veicolano, che non sono “seconde” a nessun’altra;
    considerato che il Trattato di Lisbona, di cui l’Italia è firmataria, all’Articolo 165 comma 2 recita:
    “ L'azione dell'Unione è intesa:
    — a sviluppare la dimensione europea dell'istruzione, segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri”,

    CHIEDONO alle SS.LL. un intervento che sia a vantaggio dello studio di una seconda lingua comunitaria, a sostegno della dignità e del decoro della lingua, della civiltà e della cultura di tutti i popoli. Una normativa che in via definitiva offra la possibilità alle famiglie di scegliere, come accaduto finora, tra più lingue comunitarie ( francese, spagnolo, tedesco) e non tra l’inglese e una seconda lingua comunitaria, mortificando l’apprendimento di quest’ultima e impoverendo con il solo studio della lingua inglese il bagaglio linguistico, culturale ed espressivo che giova all’allievo del presente poi futuro uomo d’Europa.



    Sign for SALVIAMO LA SECONDA LINGUA