![]() |
|
Spaces home BifrostPhotosProfileFriendsMore ![]() | ![]() |
|
I diari, le riflessioni e le notizie dei miei amici, virtuali e non
|
BifrostLe vent se lève... il faut tenter de vivre!
October 02 Il carrozzone ItaliaRenato Brunetta, neoministro della funzione pubblica, nel consueto vuoto di notizie determinato dalla stagione estiva e in mancanza del delitto dell'estate, ha dilagato sugli italici (asserviti) mezzi di comunicazione. Brunetta ha annunciato con parole tonanti di voler fare piazza pulita dei fannulloni della pubblica amministrazione (di seguito "p.a."). E bravo. Chi si può opporre ad un piano del genere? Chi potrebbe levarsi e dire: "Non è vero, nella p.a. non vi sono sprechi"? Ben venga: una riduzione degli sperperi è auspicabile; la valorizzazione del merito utile come l'aria che respiriamo. E su questo, senza ironia, sono d'accordissimo anch'io, a partire dai tempi della coraggiosa riforma operata dall'allora ministro Bassanini. Fossi nei panni dei rappresentanti sindacali della p.a. sarei prontissimo a sedermi a un tavolo per discutere nel merito l'applicabilità della proposta. Il problema non sono certo gli obiettivi da raggiungere, che sono chiari a Brunetta probabilmente quanto lo erano a quasi tutti i precedenti ministri della funzione pubblica. È il modo. E quindi via: primo provvedimento: a chi si ammala decurtiamo in maniera proporzionale parte dello stipendio per i primi dieci giorni di malattia. Alla faccia di cento anni di diritti dei lavoratori. Alla faccia dell'eguaglianza tra cittadini. Via: secondo provvedimento: l'orario di reperibilità in caso di visita fiscale va dalle otto alle venti, con un'ora di pausa pranzo a mezzodì, incluse le festività. Questa non si chiama reperibilità: si chiamano arresti domiciliari. A quando l'obbligo di firma in commissariato? Via, terzo provvedimento: nella p.a. un nuovo assunto solo ogni dieci pensionati. Traduzione: nella p.a. ci sono il decuplo delle persone effettivamente necessarie. ![]() Un sostenitore del ministro Brunetta ha anche aperto una pagina a lui dedicata su Facebook pubblicando la stessa foto (ritoccata) di almeno quindici anni fa che compare nel sito del ministro, ritratto in cui Brunetta assomiglia un po' al Big Jim della pubblicità che c'era in ultima pagina del "Topolino" di quando ero piccolo. Coerente col piglio populista del politico supportato, alla voce "Attività" si trova scritto, letteralmente: "Attivo da sempre nelle battaglie riformiste. Colui che smantellerà il Carrozzone Italia!!!!" Con quattro punti esclamativi. È divertente (inquietante?) leggere i messaggi lasciati dagli utenti nella bacheca del ministro: serve effettivamente ad avere il polso al paese. Così avviene di leggere messaggi curiosi, come quello dell'utente GianMaria Bazan, che riporto integralmente (errori di battitura compresi): "Caro Ministro. Sono un suo fan sfegatato. Ma sulla cosa dei chirurghi e andato fuori le righe. Purtroppo, non e cosi facile valutare le prestazione di un chirurgo. Mio padre ha svolto con successo la professione per più di 40 ann (ora e quasi in pensione) ed ha salvato migliai di vite operando con successo in molti casi delle situazione che sembravano disperate. Naturalmente aveva un tasso di mortalità legegrment superiore ai suoi collechi un po meno bravi che non avevano le caapacita/ la volntà di intervenire in situazioni cosi drammatiche. Continui a ben operare contro gli sprchi ed i privileggi del settore pubblico. Un consiglio pero, non assuma gli attegiamenti populistici alla Di Pietro. Saluti. Un suo ammiratore sfegatato." E bravo GianMaria: forza ministro, metta in atto tutte le sue riforme tranne questa, che guarda caso tocca da vicino me o un mio parente prossimo. Naturalmente la motivazione c'è, ed appare anche sensata e condivisibile. Allora, caro GianMaria, e tutti gli altri "fan sfegatati" del ministro, non vi può balzare in mente che di motivazioni buone ce ne siano anche altre, anche altrove solo che voi non le conoscete per il semplice fatto che non ci avete mai pensato? Ancora: l'utente Marco Morelli si lancia in una richiesta audace: "Ministro, li vogliamo sciogliere questi sindacati per favore??? Non ne posso piu'." Meno male che ha chiesto per favore. Quando verranno a randellarci ci chiederanno cortesemente di scoprirci il capo, promettendoci di non farci troppo male. Ma ora, tornando a ragionare nel merito del problema, mi chiedo: che senso ha continuare a rivolgersi in maniera indistinta a tutta la p.a., includendo in un unico calderone ciò che funziona e ciò che non funziona? Le eccellenze e gli abissi? Le virtù e gli sprechi? Senza entrare in dettagli troppo tecnici vorrei riportare un paio di semplici dati: a prescindere dalle considerazioni sul livello qualitativo, presso la regione Sicilia prestano servizio circa 5.000 dirigenti a fronte di 6.000 dirigenti per tutta la p.a. centrale. In regione Veneto vi sono 48,5 dipendenti pubblici ogni mille abitanti residenti, in Lombardia 43,9 ; nel Lazio e nella Val d'Aosta ce ne sono 76,2: quasi il doppio1. Se calcoliamo l'incidenza dei dipendenti pubblici sul totale dei lavoratori occupati, in Lombardia siamo al 10,63%, in Calabria al 25,77%2. In entrambi i casi significa che la p.a. Lombarda soddisfa le stesse esigenze, svolge gli stessi compiti di quella del Lazio, della Val d'Aosta o della Calabria facendo conto su circa la metà del personale di queste regioni. Se ora si ordina alla p.a., indistintamente, di ridurre i propri ranghi, la Calabria, la Sicilia e la Valle d'Aosta avranno ampi margini di "dimagrimento". Le regioni Lombardia e Veneto probabilmente avranno qualche difficoltà in più a svolgere le loro funzioni, visto che già lavorano con un organico ridotto (e, a parere di molti, funzionano meglio). "Non c'è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali tra disuguali". Don Milani pensava ad altro, ma questo suo noto detto si adatta bene anche al nostro caso. Tirando le somme, vengono in evidenza almeno due considerazioni: una sui mezzi ed una sui fini (reali). Per quanto riguarda i primi, anche il buon Brunetta appare adeguarsi alla strategia comune al resto di questo governo che consiste nel puntare molto sul cosiddetto "effetto annuncio" ("Spariti i rifiuti da Napoli!"; "Obbligatorio il grembiule a scuola!"; "Multe a clienti e prostitute!"3). Sparate roboanti, stampa e giornalisti che applaudono compiacenti, qualche provvedimento palliativo e basta così. Perché non si vuole arrivare allo scontro frontale, perché non si vogliono incomodare clientele politiche a cui fa del tutto comodo che la situazione rimanga tale. Ma, per quanto concerne le reali finalità da raggiungere, siamo proprio sicuri che si avrà la coerenza di andare a toccare la regione Sicilia, importante serbatoio di voti berlusconiani e feudo del fedele alleato Raffaele Lombardo? Non credo. Al massimo, si potrà sempre provare a delegittimare un po' l'amministrazione pubblica nel suo complesso, sottraendo al contempo del personale anche laddove questo serve davvero o è ben impiegato. Così facendo si creeranno le condizioni perché la maggior parte dei servizi gestiti dalla p.a. venga esternalizzata, avendo cura che finisca nelle mani giuste. E chissà che l'obiettivo finale non sia proprio questo. Chiudo cedendo la parola a mio fratello, che mi ha segnalato l'esistenza della pagina di Brunetta su Faccialibro e che ha ben pensato di lasciare sulla bacheca del ministro un commento geniale. Questo: Ho deciso di diventare un supporter del ministro Brunetta perché è sempre
meglio spronare chi si è accorto di avere capito come funziona il
sistema Italia. Lodo la sagace intelligenza del Ministro il suo
acume, la sua intraprendenza e la sua strategia. Ma, senza avere la pretesa di intromettermi nel metodico lavoro di "smantellamento del carrozzone Italia", mi permetto di ricordargli un antico adagio: dato che il mondo è sempre stato in mano ai furbi, tutta questa sagacia, non è che possa creargli un conflitto di interessi? Spero che le innovazioni arrivino e siano congrue alle esigenze, poiché le modifiche sono più che necessarie. Ma noi chiediamo EQUITÀ, Signor Ministro, non piazza pulita. Una piazza pulita non può far altro che accogliere un altro carrozzone di un altro circo, con altri pagliacci e buffoni pronti a dare spettacolo. E se così dev'essere, spero che i nuovi buffoni siano meno tristi dei vecchi. Marcello Postilla: La cosa un po' inquietante - ma, se vogliamo, in linea con tutto il resto - è che il commento riportato sopra, il cui tono, linguaggio e contenuto tutti possono valutare, è stato cancellato dopo un giorno dal moderatore del gruppo, il Sig. Alessandro De Chirico (se volete sapere chi è, leggete qui, ma tenete pronti i fazzoletti perché la pagina è vagamente deamicisiana). Non essendo un intervento volgare, stupido o minaccioso dobbiamo dunque concludere che questo gruppo esiste solo per ospitare i commenti di torme di esaltati che scrivono "10, 100, 1000 Brunetta!". Anche le vignette che prendono in giro la sua statura vanno bene al Grande Moralizzatore: del resto hanno un po' il senso liberatorio dei lazzi del buffone di corte che, essendo l'unico a poter dileggiare il re faceva credere anche agli altri che la cosa fosse permessa; oppure come le grida di scherno che i legionari veterani potevano indirizzare a Giulio Cesare durante la cerimonia del "trionfo", che avevano finalità apotropaiche e beneauguranti. Ma le critiche, quelle fatte nel merito, quelle non vanno bene? Ma non si era deciso di aprirsi alla valutazione? Il valutatore non vuole forse essere valutato? E poi, nella pagina di presentazione, non c'è forse scritto: "Orientamento politico: liberale"? A casa mia i "liberali" erano un'altra cosa... Qualche tempo fa avevo sentito qualche autorevole esponente del centrodestra (Tremonti) prodursi in una citazione particolarmente originale: "Non sono d'accordo con quello che dici ma mi batterò perché tu possa esprimerlo". Ma lì si parlava del papa che, poveretto, non aveva potuto/voluto parlare all'università La Sapienza e quindi, privo com'è di tribune da cui esprimere il suo pensiero, andava difeso. Non è esattamente il modello di "dialogo" che ho in mente. Questa gente mi fa paura. --- Note 1 Dati 2005, in : G.Tr. "Per funzionare lo Stato sborsa il doppio dei comuni", Il Sole-24Ore del 10.03.2008 2 Dati della Ragioneria generale dello Stato riferiti al 2005. Rielaborazioni a cura di Italiannetwork.it e M. Marcantoni e V. Veneziano, "Primo rapporto sulla dirigenza nelle regioni e nelle province autonome", Franco Angeli editore, 2007. 3 Sull'argomento vi invito a leggere questo illuminante intervento di Marco Travaglio. September 24 Prima venneroRitorno brevemente sulle riflessioni proposte qualche giorno fa in seguito all'omicidio di Abdul. Se il nostro paese e i suoi cittadini vogliono mantenere uno straccio di umanità, di dignità, evitando di affidare le proprie aspirazioni unicamente alla nazionale di calcio, cerchiamo di ricordarci che quando vengono calpestati i diritti degli altri, vengono calpestati anche i nostri. Non brillo certo per originalità, ma mi piace egualmente riportare il testo di una poesia molto nota, opera del pastore luterano Martin Niemöller (e non, come molti pensano, di Bertolt Brecht). Prima vennero... Quando i nazisti vennero per i comunisti, Quando rinchiusero i socialdemocratici, Quando vennero per i sindacalisti, Quando vennero per gli ebrei, Quando vennero per me, (1976) September 19 ...però i biscotti li aveva rubati...![]()
L'omicidio è maturato nella drammatica temperie culturale dei nostri giorni e di questo paese, sempre più meschino, sempre più pericolosamente egoista, sempre più ripiegato su sé stesso, sempre meno disposto a riflettere e a mettere in discussione i propri sciatti luoghi comuni.
In occasione degli interrogatori i due esercenti - e i loro avvocati - hanno esibito una faccia di bronzo da Guinness dei primati: [Dal sito del Corriere] «Non siamo razzisti», hanno spiegato. La precisazione dei legali: «Credevano che i giovani avessero rubato l'incasso che era sul bancone del bar». E già: capita anche a me di tirare fuori l'incasso della giornata, lasciarlo sul bancone e poi uscire a farmi un giro, a fumarmi una sigaretta mentre qualcuno mi gira per il negozio. Come sarebbe a dire: «Non c'è stato odio razziale», eh? E cosa cazzo è che arma la mano di uno che insegue un ragazzo nero di diciannove anni, sospettato di aver sottratto qualche biscotto in un bar e lo spinge - lo legittima! - a massacrarlo di legnate? Fosse successo a ruoli invertiti (due neri che massacrano a bastonate un bianco) saremmo sommersi da titoli sull'"emergenza sicurezza". In compenso, nei servizi televisivi delle emittenti locali si è assistito al consueto, squallido, giro di interviste all'uomo della strada. Sento qualcuno commentare: "...però i biscotti li aveva rubati...". La proporzionalità della pena rispetto al reato non è neanche più un'opinione. Tremila anni di storia del diritto occidentale buttati nel cesso: Hammurabi al confronto era un illuminista del livello di Cesare Beccaria.
La stessa stampa, servile, indolente, pronta ad assecondare il dissestato senso comune, si sente sempre in dovere di precisare che è stato ucciso un cittadino "di colore ma con cittadinanza italiana". Come se un cittadino italiano dovesse essere automaticamente bianco, o come se si dovesse in qualche modo giustificare il fatto che il sacro diritto della cittadinanza è stato in qualche modo, chissà come, concesso a un "negro". A gente che magari sta a Broccolino o Buenos Aires da quattro generazioni sì - perché magari votano fascista - ai negri no. Oppure chissà, se non avesse avuto la cittadinanza italiana probabilmente ce ne sarebbe anche fregato niente, no? Spazzatura da ributtare a mare... Intanto si legge che a Roma dodici rom sono stati arrestati per spaccio di droga. Ok. Mi piacerebbe sapere quanti rom oggi invece non hanno proprio combinato un accidenti di niente e non sono stati arrestati, non hanno spacciato droga. E magari hanno mandato anche i figli a scuola. Perché succede anche questo. Al contrario mi piacerebbe sapere se oggi sono stati arrestati italiani per possesso, spaccio, traffico di stupefacenti. Non ho dati certi, ma a spanne secondo me sono di più.
Ho sentito due persone anziane discorrere tra loro al bar, facendo un discorso già sentito mille volte: uno diceva all'altro che in coda al supermercato davanti a lui c'era uno zingaro. "Coi denti d'oro, un rotolo di banconote in tasca e il Mercedes posteggiato fuori". Ok. Gli accessori d'oro in vista, dagli anelli alle capsule dentarie, sono uno dei modi in cui in alcune delle culture e delle tradizioni rom si evidenzia il proprio status di benestante, anche ostentando, anche barando, perché no? Forse che loro non possono farlo? Mi piacerebbe sapere perché non godono delle stesse attenzioni i tamarri che acquistano il SUV o il Rolex, o gli sfigati che fanno il mutuo per andare in vacanza alle Maldive. Barano anche loro; ostentano anche loro. E magari si sono arricchiti evadendo le tasse, scaricando rifiuti abusivi, non pagando i propri dipendenti, dichiarando fallimento. Questi no? Questi non ci dànno fastidio? Quando la finiremo di classificare i delitti in base alla nazionalità di chi li ha commessi? Un luogo comune è sempre falso, anche quando dice il vero: è falsa, ingannevole la trita riproposizione di pensieri altrui, senza che vi sia stato un preventivo filtro da parte nostra, con la nostra cultura, la nostra personalità, la nostra sensibilità, e non è solo un pessimo sintomo di pigrizia intellettuale. È anche estremamante pericoloso, perché ci fa bere tutto ciò che ci viene proposto dalla propaganda. E quando siamo convinti della radicale diversità, della pericolosità dell'altro, nella migliore delle ipotesi ce ne freghiamo perché calpestano i suoi diritti. Nella peggiore delle ipotesi siamo noi stessi a calpestarglieli: impauriti, paranoici, ma anche legittimati. È la paranoica retorica della "sicurezza" che arma le nostre mani di assassini. Forse ce lo scordiamo ma, con la Germania nazista e il Sudafrica dell'apartheid, siamo uno dei pochi paesi al mondo che nel corso del XX secolo hanno approvato un pacchetto di leggi razziali. Di leggi che discriminavano un gruppo di esseri umani in ragione della loro appartenenza ad un gruppo etnico, sociale, religioso. Esagero? Quel tempo non tornerà più? Ragioniamoci su: in alcune province è stato istituito il commissario speciale per i rom; significa che - per la prima volta dal 1938 - è stato emanato un provvedimento che distingue i suoi destinatari in ragione dell'appartenenza etnica, non in ragione, ad esempio, del fatto di aver commesso o non commesso un reato, un abuso, un delitto. Si parla sempre più insistitamente di prendere le impronte digitali ai bambini rom. La propaganda ce lo presenta ancora come un atto di doverosa cautela nei confronti di una popolazione che altrimenti non saprebbe badare a sé stessa, non manderebbe i figli a scuola. Cfr. questo articolo del Corriere. Se qualcuno ha studi storici | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||